San Michele Arcangelo, Arcangelo Michele, Miracoli, Preghiera, Novena, Festa, Immagini

San Michele Arcangelo, Arcangelo Michele, Miracoli, Preghiera, Novena, Festa, Immagini

San Michele Arcangelo, Arcangelo Michele, Miracoli, Preghiera, Novena, Festa, Immagini

Chi è S. Michele Arcangelo?

Tra gli angeli rifulge per la sua bellezza spirituale uno che la Sacra Scrittura chiama Michele. Era già considerato dagli Ebrei come il principe degli angeli, protettore del popolo eletto, simbolo della potente assistenza divina nei confronti di Israele. Nell'Antico Testamento appare per tre volte, in particolare nel libro di Daniele (Dn 10,13.21; 12,1), dove è stato indicato come il difensore del popolo ebraico e il capo supremo dell'esercito celeste che difende i deboli e i perseguitati.
"Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro". (Dn 12,1)
Il suo nome in ebraico suona Mi - ka - El e significa: Chi è come Dio? A San Michele è attribuito il titolo di arcangelo, lo stesso titolo con cui sono designati Gabriele -forza di Dio e Raffaele - Dio ha curato. Nel Nuovo Testamento, S. Michele Arcangelo è presentato come avversario del demonio, vincitore dell'ultima battaglia contro satana e i suoi sostenitori. Troviamo la descrizione della battaglia e della sua vittoria nel capitolo 12° del libro dell'Apocalisse:
Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

Allora udii una gran voce nel cielo che diceva:
"Ora si è compiuta la salvezza,
la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo,
poiché è stato precipitato
l'accusatore dei nostri fratelli,
colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.
Ma essi lo hanno vinto
per mezzo del sangue dell'Agnello
e grazie alla testimonianza del loro martirio,
poiché hanno disprezzato la vita
fino a morire.
Esultate, dunque, o cieli,
e voi che abitate in essi.
Ma guai a voi, terra e mare,
perché il diavolo è precipitato sopra di voi
pieno di grande furore,
sapendo che gli resta poco tempo" Ap. 12,7-12.

Per i cristiani, quindi, l'Arcangelo S. Michele è considerato come il più potente difensore del popolo di Dio. Nell'iconografia, sia orientale sia occidentale, S. Michele viene rappresentato come un combattente, con la spada o la lancia nella mano, sotto i suoi piedi il dragone - mostro, satana, sconfitto nella battaglia. I credenti da secoli si affidano alla sua protezione qui sulla terra, ma anche particolarmente nel momento del giudizio, come recita un'antica invocazione:

"San Michele, difendici nel combattimento, affinché non periamo nel giorno del tremendo giudizio."

L'Arcangelo viene riconosciuto anche come guida delle anime al cielo. Questa funzione di S. Michele è evidenziata nella liturgia romana, in particolare nella preghiera all'offertorio della messa dei defunti:

"Signore Gesù Cristo, libera le anime dei fedeli defunti dalle pene dell'inferno ! San Michele, che porta i tuoi santi segni , le conduca alla luce santa che promettesti ad Abramo e alla sua discendenza."

La tradizione attribuisce a San Michele anche il compito della pesatura delle anime dopo la morte. Perciò in alcune sue rappresentazioni iconografiche, oltre alla spada, l'Arcangelo porta in mano una bilancia. Inoltre nei primi secoli del cristianesimo specie presso i bizantini San Michele era considerato come medico celeste delle infermità degli uomini. Egli veniva spesso identificato con l'Angelo della piscina di Siloe di cui si parla nel capitolo 5 del vangelo di S. Giovanni:

"V'è a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, una piscina, chiamata in ebraico Betzaetà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un gran numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Un angelo infatti in certi momenti discendeva nella piscina e agitava l'acqua, il primo ad entrarvi dopo l'agitazione dell'acqua guariva da qualsiasi malattia fosse affetto" (Gv 5, 24).

"Non solo hai sconfitto il drago grande e terribile nel tuo santuario di Chone, ma si è formato un corso d'acqua guaritrice di ogni malattia del corpo". Così canta l'inno AKATISTO a S. Michele Arcangelo della liturgia bizantina.

San Michele, infine, ha il singolare privilegio di prestare l'ufficio dell'assistenza davanti al trono della Maestà Divina. Egli stesso si presentò così al vescovo Lorenzo: "Io sono Michele e sto sempre alla presenza di Dio ..."
E la liturgia del Concilio di Trento così pregava offrendo l'incenso: "Per intercessione di S. Michele Arcangelo che sta alla destra dell'altare dell'incenso ... degnati di accettare e benedire quest'offerta dell'incenso ...".

La Chiesa oggi celebra la festa di San Michele, unita insieme a quella di San Gabriele e di San Raffaele, il 29 settembre. In passato, due erano le feste liturgiche in onore dell'Arcangelo (che si conservano ancora per la città di Monte Sant'Angelo): il 29 settembre, come ricordo della dedicazione della Basilica e l'altra, 1'8 maggio, anniversario dell'apparizione di San Michele al Gargano.
A partire dall' XI secolo, queste due ricorrenze particolari del Santuario del Gargano si diffusero in tutta l'Europa. Nel Medioevo entrambe venivano collegate con il Gargano.
La festa dell'Apparizione di san Michele l'8 Maggio fu istituita dal papa Pio V (1566-1572).
A San Michele furono dedicate diverse chiese, cappelle e oratori in tutta l'Europa. Spesso l'Arcangelo viene rappresentato sulle guglie dei campanili, perché è considerato il guardiano delle chiese contro satana. Inoltre a lui vengono dedicate numerose cappelle - ossari nei cimiteri.





Chi è San Michele Arcangelo

Partiamo dalla cosa più ovvia: San Michele è un angelo anzi, insieme e Gabriele e Raffaele, uno dei tre Arcangeli.

Già il suo nome (Michele) lo indica come un Angelo speciale in quanto in ebraico suona come Mi - ka - El e significa "Chi come Dio?" - (quis ut Deus)

Quis ut Deus

San Michele Arcangelo è l'Angelo che ha il privilegio di prestare l'ufficio dell'assistenza davanti al trono di Dio.

Egli stesso si presentò così al Vescovo Felice (o Lorenzo) durante l'apparizione del 490: "Io sono Michele e sto sempre alla presenza di Dio ..."

Panicale

San Michele ed i Longobardi

Cosa c'entra San Michele Arcangelo con i Longobardi?

I Longobardi erano un popolo pagano e guerriero

A cavallo del V secolo comandati da re Aginulfo i Longobardi spadroneggiavano in Italia.

Aginulfo, che da li a poco diventerà il marito della regina cattolica Teodolinda (quella dei libri di storia), maturava la conversione da pagano a cristiano ... ed a questa conversione "pensò", oltre a Papa Gregorio Magno, proprio San Michele Arcangelo con "l'onda lunga" della sua apparizione sul Gargano del 490.

Il principe guerriero di Dio che protegge ad un popolo di guerrieri ... convertiti e quindi appartenenti al popolo di Dio.

E fu il re longobardo Cuniberto (667-687) a sancire questa conversione facendo dipingere l'effige di San Michele Arcangelo sulla bandiera longobarda.

A Lui dedicarono la una Basilica a Pavia dove furono incoronati vari Re d'Italia e a Lui dedicarono quasi tutte le chiese che costruirono.

Nell'Antico Testamento San Michele Arcangelo è citato per tre volte (Daniele 10/11/12/13, Zaccaria 1-2, Giuda 9) e ci viene presentato come il protettore del popolo di Dio (d'Israele) e come il capo dell'esercito celeste.

"Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila su figli del tuo popolo.

Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo;

in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro".

(Daniele 12,1)

Nel Nuovo Testamento San Michele Arcangelo è citato da San Giovanni nell'Apocalisse.

San Giovanni descrive la grande battaglia avvenuta in cielo tra gli angeli rimasti fedeli a Dio e gli angeli ribelli comandati da satana, il dragone rosso con sette teste e dieci corna.

Il comandante degli angeli rimasti fedeli a Dio (che non combatte direttamente la battaglia) è Michael ovvero San Michele Arcangelo.

San Michele Arcangelo - Basilica Inferiore - San Giovanni Rotondo



7 Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli conbattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli,

8 ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.

9 Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.

(Apocalisse 12/7-9)



Le apparizioni di San Michele

Di San Michele Arcangelo sono note almeno sei apparizioni:

Le prime tre avvengono alla fine del V secolo, quando San Michele Arcangelo apparì; sul Gargano e più precisamente sul monte Drion tra il 490 ed il 493.

Oggi nel luogo dove avvennero queste prime apparizioni sorge l'omonimo santuario di Monte Sant'Angelo di Puglia.

Le successive interessano Papa Gregorio I Magno, il Duca Logobardo Grimoaldo e di nuovo il Monte Sant'Angelo durante la pste del 1656.

L'apparizione del Toro

La prima apparizione di San Michele è detta del "Toro" e risale al 490 d.C. allorquando Elvio Emanuele, ricco possidente di Siponto che in avanti chiameremo con il solo nome Elvio, smarrisce il miglior toro della sua mandria.

Dopo averlo a lungo cercato lo ritrova all'interno di una impervia grotta.

Ma Elvio non riesce ad avvicinarsi al suo toro.

Qualcosa gli impediva di entrare e il toro non ne voleva sapere di uscire.

Così, preso da un raptus d'ira, Elvio finì per scagliare contro il toro una freccia con l'intenzione di ucciderlo.

Ecco però che la freccia, come per miracolo, cambia direzione, torna indietro e colpice Elvio ad una gamba.

Ovviamente il folklore ha diverse versioni del fatto ed un'altra storia cita che mentre una infuriava una tempesta Elvio trovò il toro inginocchiato davanti a una grotta dedicata al culto del dio pagano Mitra.

Elvio chiamò ripetutamente il toro che però non si mosse.

Allora Elvio impugnò il suo arco e scoccò una freccia contro il toro.

Anche in questa versione della storia la freccia tornò indietro e lo ferì al piede.

A differenza però dell'altra versione Elvio era a cavallo e la freccia, colpendolo, lo fa cadere ...

... mentre cadeva, avvolto in una luce fatta da tutti i colori dell'arcobaleno, Elvio vide un Angelo guerriero che impugnava una spada scintillante.

Comunque, quale sia la storia, abbiamo che Elvio, sicuramente terrorizzato dall'evento che probabilmente pensava demoniaco, si recò dal Vescovo Felice (in altre versioni il vescovo è Lorenzo di Maiorano), il quale ordinò, forse senza neanche prestarci troppa attenzione, tre giorni di preghiera.

Ma al terzo giorno, l'8 Maggio 490, San Michele Arcangelo apparve in sogno al Vescovo e gli disse:

Io sono l'Arcangelo Michele, e sono sempre alla presenza di Dio.

La grotta è a me sacra ed Io l'ho scelta.

Non ci sarà più spargimento di sangue di animali.

Dove si apre la roccia il peccato dell'uomo potrebbe essere perdonato.

Ciò che è stato richiesto in preghiera sarà concesso.

Perciò risalite la montagna e consacrate la grotta al culto cristiano.

Il Vescovo chiamò a raccolta la popolazione per portarla in processione sul Monte Sant'Angelo di Puglia.

Anche in questo caso il folklore ci dice che la processione non riuscì a ritrovare la grotta originare ... e tutto finì li (per il momento!).

L'apparizione della "Vittoria"

La seconda apparizione è detta della "Vittoria" e avviene due anni dopo, nel 492 d.C., la precedente apparizione del Toro.

Siamo sempre a Siponto che troviamo assediata dagli Eruli comandati da Odoacre, uno dei tanti popoli barbari che scorrazzavano per l'Italia dell'epoca.

Siponto era ridotta allo stremo ed il Vescovo Lorenzo di Maiorano ottenne tre giorni di tregua da Odoacre.

Gli eruli erano un popolo pagano ed il Vescovo Lorenzo di Maiorano ordinò alla popolazione di pregare e di fare penitenze per avere l'intercessione dell'Arcangelo protettore il popolo di Dio.

Anche questa volta San Michele Arcangelo apparve (di nuovo in sogno?) e promise il suo aiuto al Vescovo Lorenzo di Maiorano.

Così alle dieci del mattino, un violento temporale accompagnato da tempeste di sabbia e grandine, si abbattè sulle truppe di Odoacre, che in preda al terrore scapparono sciogliendo l'assedio.

San Michele Arcangelo aveva salvato Siponto ed il vescovo Lorenzo di Maiorano organizzò una nuova processione verso Monte Sant'Angelo di Puglia.

L'apparizione della "Meditazione"

La terza apparizione è detta della "Meditazione" in quanto è la prima che "lascia un segno tangibile" della presenza di San Michele Arcangelo.

Il Vescovo Lorenzo di Maiorano, riconoscente a San Michele Arcangelo dell'intervento contro gli Eruli, aveva ottenuto da Papa Gelasio I il permesso di poter consacrare la grotta in cui San Michele era apparso.

Ma San Michele Arcangelo aveva altre intenzioni e, riapparendo di nuovo in sogno al Vescovo Lorenzo di Maiorano, Gli disse:

Non è necessario che voi mi dedichiate questa chiesa che Io stesso ho consacrato con la mia presenza.

Entra e con il mio aiuto innalza preghiere e celebra il Sacrificio.

Io Ti mostrerò come Io stesso ho consacrato questo luogo.



Il Vescovo Lorenzo di Maiorano, insieme ad altri sette vescovi, al clero ed alla popolazione pugliese si avviò in processione verso Monte Sant'Angelo.

E' 29 settembre del 493 e fa molto caldo quando, durante il cammino, si verificò un primo prodigio.

Due aquile, con le loro ali spiegate, ripararono i vescovi dai raggi del sole.

Giunti alla Grotta un secondo prodigioin quanto vi trovarono eretto un altare (che immaginiamo essere fatto di semplice pietra squadrata), coperto di un pallio vermiglio e sormontato da una Croce in legno (altre storie parlano di una Croce di cristallo veramente improbabile).

Finalmente San Michele Arcangelo aveva dato il segno di quale era la Sua Grotta, l'aveva consacrata (a nostra conoscenza questo santuario è l'unico consacrato per mano non umana) ed aspettava che il popolo di Dio ci celebrasse il Sacrificio.

Inoltre all'entrata nella roccia trovarono il segno soprannaturale lasciato da San Michele Arcangelo ovvero l'orma del piede di un bambino.

Al Vescovo Lorenzo di Maiorano ora restava il compito di far edificare una chiesa (l'attuale santuario) all'entrata della grotta ed a San Michele Arcangelo fu dedicato il 29 settembre.

Da quel giorno il Monte Drion, che in greco Drion significa quercia, fu chiamato Monte Sant'Angelo.

L'apparizione della mole Adriana

La quarta apparizione coinvolge Papa Gregorio Magno (590-604) al quale San Michele Arcangelo appare in sogno sopra la mole Adriana, nell'atto di rinfoderare la spada, annunciando così la fine della terribile peste che infestava Roma.

Poichè la pestilenza finì veramente, Papa Gregorio Magno cambiò il nome del mausoleo di Adriano in Castel Sant'Angelo, nome che è giunto fino ai giorni nostri.

L'apparizione della "Vittoria" II

La quinta apparizione (se mai avvenuta) è ancora detta della "Vittoria" (Longobarda), in questo caso ottenuta dai Logobardi del Duca Grimoaldo durante la guerra contro i Bizantini nel 662-663.

Questa vittoria, avvenuta l'8 maggio, fu attribuita dai Longobardi all'intercessione diretta di San Michele Arcangelo.

Date le molte similitudini con la vittoria contro gli Eruli di Odoacre e dato che dal 666 sulla bandiera Longobarda comparì lo stemma di San Michele Arcangelo forse le due "apparizioni" della Vittoria sono la stessa cosa.

L'apparizione della "Peste"

La sesta apparizione (la quarta che avviene sul Gargano) è 1656 d.C..

In quegli anni, di manzoniana memoria, la peste mieteva vittime tra le popolazioni italiane.

Il Vescovo Alfonzo Puccinelli, ordinò giornate di preghiere e di digiuno per invocare l'aiuto di San Michele Arcangelo, arrivando a lasciare nelle mani della statua di San Michele una supplica scritta a nome di tutta la popolazione locale.

Ed ecco, sul far dell'alba del 22 (o 25) Settembre, mentre pregava in una stanza del palazzo vescovile di Monte Sant'Angelo, il Vescovo Puccinelli sentì come un terremoto e poi San Michele gli apparve avvolto in una luce fatta da tutti i colori dell'arcobaleno e gli disse:

Io sono l'Arcangelo Michele

Chiunque utilizzi la pietra di questa grotta sarà guarito dalla peste.

Benedici le pietre e scolpiscivi il segno della Croce e le iniziali del mio nome.

Il vescovo fece come San Michele Arcangelo gli aveva detto e ben presto tutta l'area fu liberata dalla peste.

Ancora oggi si può leggere, sulla statuta di San Michele Arcangelo, l'iscrizione voluta dal Vescovo Pulcinelli:

Al Principe degli Angeli vincitore della peste, patrono e custode, monumento di eterna gratitudine

Alfonso Puccinelli 1656

Villelmus Card. Baum - Penitenziere Maggiore Aloisius De Magistris - Reggente



A onor di cronaca anche di quest'ultima apparizione - prodigio esiste un'altra versione.

Tal Federico Spagnoletta, villico locale, fu colpito dalla peste.

Essendo molto fedele di San Michele Arcangelo, si recò presso la grotta dell'Arcangelo per pregare.

Qui, non ci è noto il perchè, prese delle schegge di pietra e le pose sui bubboni della peste e miracolosamente guarì in pochissimo tempo.

Ma Federico non aveva capito che la sua guarigone era data dalle pietre e dall'intercessione di San Michele Arcangelo.

Anche questa volta San Michele Arcangelo apparve in sogno, spiegandogli cosa gli era accaduto .... e annunciandogli che il miracolo era riprducibile.

La notizia si diffuse molto più velocemente della peste, dato che anche il Vescovo Alfonzo Puccinelli gridò al miracolo.

Da allora la grotta divenne meta incessante dei pellegrini devoti a San Michele Arcangelo e le piccole pietre sono considerate quasi come delle reliquie.

Oltre a quanto sopra scritto su San Michele Arcangelo non ci risultano essere attribuiti ulteriori miracoli .... e se ne siete a conoscenza o avete osservazioni da farci .... siamo a disposizione. L'apparizione del "Faito"

Ci scrive Catello Malafronte, rettore del santuario san Michele sul Faito:

Le comunico che sul Monte Aureo o sant'Angelo a Tre Pizzi (provincia di Napoli, attuale monte Faito) nel sec. VI ci fu l'apparizione di san Michele Arcangelo ai santi Catello, vescovo di Stabia (ora Castellammare di Stabia) e a Sant'Antonino Abate (il patrono di Sorrento).

L'arcangelo chiese loro di costruire sul monte Aureo (poi Sant'Angelo) un Santuario.

Il santuario, andato distrutto per l'ingiuria del tempo e degli uomini, agli inizi del sec. XX è stato ricostruito sulla vetta detta monte Cercasole sul Faito.

Preghiera efficace a San Michele Arcangelo.
San Michele Arcangelo, difendici nella battaglia contro le insidie e la malvagità del demonio, sii nostro aiuto.
Te lo chiediamo supplici che il Signore lo comandi. E tu, principe della milizia celeste, con la potenza che ti viene da Dio, ricaccia nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni, che si aggirano per il mondo a perdizione della anime. Amen.

NOVENA A SAN MICHELE
O Dio vieni a salvarmi
O Signore vieni presto in mio aiuto.

GLORIA AL PADRE.

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre nei secoli, nei secoli. Amen.

CREDO.

Credo in Dio Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocefisso, morì e fu sepolto. Discese agli inferi, il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture. E’ salito al cielo, siede alla destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa chiesa Cattolica, la Comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

FRI MA G RAZIA. Ti domandiamo, o Arcangelo San Michele, insieme coi principe del primo Coro dei Serafini, che Tu voglia accendere il nostro cuore con le fiamme del santo amore e che per mezzo tuo, possiamo allontanare i lusinghieri inganni dei piaceri del mondo. 1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SECONDA GRAZIA. Ti chiediamo umilmente, o principe della celeste Gerusalemme, insieme col capo dei Cherubini, di ricordarti di noi, specialmente quando saremo assaliti dalle suggestioni del nemico infernale. Col tuo aiuto, siamo, infatti, divenuti vincitori di Satana e offriamo noi stessi a Dio nostro Signore, come intero olocausto.
1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

TERZA GRAZIA. Devotamente ti supplichiamo, o invincibile difensore del Paradiso, affinché insieme col principe del terzo Coro, cioè dei Troni, non permetti che spiriti infernali o infermità ci opprimano.
1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

QUARTA GRAZIA.
Umilmente prostrati in terra, ti preghiamo, o nostro primo ministro della Corte dell’Empireo, insieme col principe dei quarto Coro, cioè delle Dominazioni, di difendere il Cristianesimo, in ogni sua necessità, ed in particolare il Sommo Pontefice, aumentandolo di felicità e grazia in questa vita e gloria nell'altra.
1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

QUINTA GRAZIA. Ti preghiamo, o santo arcangelo, che insieme coi principe del quinto Coro, cioè delle Virtù, tu voglia liberare noi, tuoi servi, dalle mani dei nostri nemici sì occulti, collie palesi; liberaci dai falsi testimoni, libera dalle discordie questa Nazione ed in particolare questa città da fame, odio e guerra, liberaci anche da folgori, tuoni, terremoti è tempeste, che il drago dell’inferno è solito provocare a nostro danno.
1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SESTA GRAZIA.
Ti scongiuriamo, o conduttore delle angeliche squadre, e insieme col principe, che tiene il primo luogo fra le Potestà, le quali costituiscono il sesto Coro, di voler provvedere alle necessità di noi tuoi servi, di questa Nazione, ed in particolare di questa città, con il dare alla terra la fecondità desiderata e la pace e la concordia fra i governanti cristiani.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

SETTIMA GRAZIA
Ti chiediamo, o principe degli angeli Michele, che insieme col capo dei Principati del settimo Coro, tu voglia liberare noi, tuoi servi, tutta questa Nazione ed in particolare questa città dalle infermità fisiche e, molto Più da quelle spirituali.

1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

OTTAVA GRAZIA.
Ti supplichiamo, o santo arcangelo, che insieme col principe degli arcangeli dell'ottavo Coro e con tutti i nove Cori, tu abbia cura di noi in questa vita presente e nell'ora della nostra morte. Assisti la nostra agonia affinché, quando staremo per esalare l'anima, rimanendo sotto la tua protezione, vincitori di Satana, giungiamo a godere la divina Bontà con Te, nel Santo Paradiso. 1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

NONA GRAZIA. Ti preghiamo finalmente, o glorioso principe e difensore della Chiesa militante e trionfante, che tu voglia, in compagnia del capo degli angeli del nono Coro, custodire sostenere i tuoi devoti. Assisti noi, i nostri familiari e tutti quelli che si sono raccomandati alle nostre preghiere, affinché con la tua protezione, vivendo in modo santo, possiamo godere Dio insieme con te per tutti i secoli dei secoli. Amen.
1 Padre nostro - 3 Ave Maria

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta, sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del maligno. Salvaci dalla perdizione eterna.

1 Padre Nostro a San Michele
1 Padre Nostro a San Gabriele
1 Padre Nostro a San Raffaele
1 Padre Nostro all’Angelo Custode

Prega per noi Arcangelo San Michele Gesù Cristo Nostro Signore e saremo degni delle sue promesse.

PREGHIAMO
Onnipotente ed Eterno Dio, che nella tua somma Bontà assegnasti in modo mirabile l'Arcangelo Michele come gloriosissimo principe della Chiesa per la salvezza degli uomini, concedi che, con il suo salvifico aiuto, meritiamo di essere efficacemente difesi di fronte a tutti i nemici in modo che, al momento della nostra morte, possiamo essere liberati dal peccato e presentarci alla tua eccelsa e beatissima Maestà. Per Cristo nostro Signore. Amen.

ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO.

O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò. Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri. Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.

San Michele Arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nell'estremo giudizio.
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