San Timoteo Vita, Storia, Immagini, Biografia, Novena

San Timoteo Vita, Storia, Immagini, Biografia, Novena

SAN TIMOTEO, santo, martire, discepolo dell'apostolo Paolo.

San Timoteo Vita, Storia, Immagini, Biografia, Novena

Nel periodo di vescovado di Mons. Oddo Bernacchia, il giorno 11 maggio del 1945, venne scoperto un piccolo loculo durante lavori di sistemazione della cosiddetta cripta. Il loculo era addossato all'abside destra della Cattedrale, coperto da una lapide di marmo; ribaltata la lapide sul suo lato inferiore c'era la seguente iscrizione in latino: "Nel nome di Cristo. Amen. Nell'anno del Signore 1239. Qui riposa il corpo del Beato Timoteo discepolo del beato Apostolo, nascosto dal venerabile Vescovo Stefano insieme col Capitolo di Termoli". Studi e ricerche, nonché il parere autorevole della commissione storica della S. Congregazione dei Riti, riconobbero come autentiche le reliquie di S. Timoteo. Di Timoteo conosciamo la vita dalle stesse fonti che raccontano quella di S. Paolo: gli Atti degli Apostoli e le stesse lettere di Paolo.

Fu discepolo di San Paolo che lo chiama “figlio mio carissimo e fedele nel Signore”, di cui loda il disinteresse e lo spirito di sacrificio nel seguirlo e di cui ricorda con commozione le lacrime con cui lo ha salutato l’ultima volta.

Di Timoteo conosciamo la vita proprio attraverso le fonti che ci fanno conoscere quella di San Paolo e lo ricordano sia le lettere agli apostoli e le altre lettere che l’apostolo ci ha lasciato.

Nel 45, a Listri, una colonia romana della Licaonia, Paolo aveva convertito due donne Giudee, Loide e sua figlia Eunice, moglie quest’ultima di un greco,e cioè molto probabilmente di famiglia agiata. Esse avevano pienamente educato il rispettivo figlio e nipote Timoteo, nato nel 29, nel culto delle sacre scritture, pur senza circonciderlo. Quando nel 50 Paolo ritorna a Listri, il giovanissimo Timoteo, testimone forse dei fatti straordinari accaduti durante la prima venuta dell’apostolo e certamente delle persecuzioni e dei patimenti da lui subiti, era già cristiano; i fedeli della zona rendono buona testimonianza di lui, e Paolo lo prende con sé, circoncidendolo a causa dei Giudei poiché tutti sapevano che suo padre greco, probabilmente era pagano.

Paolo dunque lo prende con se come compagno di viaggio, lo conferma nella fede attraverso una designazione profetica e nel 51 con lui attraversa la Macedonia. Timoteo è fedele messaggero dell’apostolo e da lui è inviato ad Atene e dai Tessalonici per confortarli nella fede; successivamente raggiunge Corinto ed anche qui porta la parola di Paolo che in seguito lo raggiunge. Riparte quindi con Paolo verso Efeso e resta con lui per un anno e mezzo. Timoteo lo troviamo successivamente in Macedonia e poi a Filippi dove aiuta Paolo a scrivere una lettera ai Corinti perché si ricordino del sacrificio del Cristo. Timoteo, Paolo ed altri seguaci si recano poi a Costantinopoli dove Paolo viene arrestato e condotto prima come prigioniero a Cesarea e poi a Roma.

Anche durante questa prigionia romana,(da 61 al 63) Timoteo è accanto al suo maestro e firma con lui le lettere ai Colossessi e ai Filippesi e quando tornato libero, Paolo parte nuovamente per la Macedonia, lascia Timoteo a capo della chiesa di Efeso impartendogli norme per la direzione di quella comunità e lasciandogli il suo testamento spirituale. Paolo viene nuovamente imprigionato e questa volta a Roma troverà la morte. Alcuni testi parlano della presenza di Timoteo alla morte dell’apostolo delle genti. La vita e le virtù di Timoteo, sono dunque raccontate principalmente nelle lettere di S. Paolo in cui veniva nominato costantemente come suo tenerissimo figlio.

Altro documento antichissimo, scritto da Policrate, vescovo di Efeso nella metà del secondo secolo è il martirio di San Timoteo, primo patriarca della metropoli di Efeso; in questo testo si narra che Timoteo venuto a Efeso al tempo di Nerone, vide ed ascoltò Giovanni il teologo e fu ucciso sotto l’impero di Domiziano,(altre fonti indicano Nerva) durante i Catagogia, festa in cui erano d’uso scostumatezze e violenze di ogni genere, dalle quali egli indignato cercò di dissuadere il popolo, ma non riuscì che ad esasperarlo, per cui venne assalito con sassi e bastoni; morì sul monte adiacente alla città e fu sepolto in un luogo detto Pione dove ancora oggi si venera il suo martirio. Il suo corpo fu seppellito vicino a quello di San Giovanni evangelista che aveva trascorso ad Efeso gli ultimi suoi anni, si suppone che i due si fossero anche incontrati.

Drammatica è la storia delle reliquie di San Timoteo; nel 365, Artemio, prefetto d’Egitto e plenipotenziario dell’imperatore Costanzo nelle persecuzioni ariane contro cattolici e pagani, le rapì agli Efesini per arricchire insieme a quelle dei SS Andrea e Luca, la basilica degli Apostoli di Costantinopoli costruita dallo stesso Costanzo. In questa basilica che doveva essere riconosciuta come un mausoleo per l’imperatori bizantini le reliquie riposarono per molti anni.; ma quando le reliquie dei SS Andrea e Luca vennero portate a Milano verso la fine del IV secolo, secondo il martirologio geronimiano di Costantinopoli, anche quelle di San Timoteo seguirono la medesima sorte, riposando nella basilica dei SS apostoli. Costantinopoli però all’inizio del sesto secolo reclamò le reliquie degli apostoli e Timoteo seguì San Luca e Sant’Andrea. Nel 536 Giustiniano abbellì la basilica rimasta danneggiata da un maestoso incendio che risparmiò le reliquie dei tre santi che erano poste in mezzo alla chiesa sotto la Mensa Mystica tutta d’argento massiccio.

Il 12 aprile del 1204 la città è saccheggiata da crociati latini e si perde ogni traccia delle reliquie di San Timoteo. L’anno dopo nel 1205 i santi Timoteo discepolo e Paolo apostolo sono catalogati in un elenco di reliquie portate dall’oriente e donate ad un monastero di Soisson; ma solo il 7 maggio del 1945 nella cattedrale di Termoli venne casualmente ritrovato tutto l’insieme delle reliquie del santo. Esse erano state riposte o meglio nascoste in un loculo a novanta cm dal piano attuale, aderente al muro esterno dell’absidiola di destra della stessa cattedrale; una iscrizione in caratteri duecenteschi indicava che la deposizione era stata operata nel 1238 dal vescovo Stefano e dal suo capitolo. Del ritrovamento, mancava il cranio ad eccezione di una mandibola, e nella cattedrale si conserva il cranio di San Timoteo mancante di una mandibola. Ma quale sarà la verità, forse alcuni cittadini di Termoli che parteciparono alla crociata del 1204, quella voluta da Innocenzo III ( il papa che confermò San Francesco nel suo ruolo),rapirono le reliquie del discepolo di San Paolo, però non sappiamo come ne siano venuti in possesso, nessun documento ufficiale lo attesta chiaramente, resta il fatto che le reliquie sono effettivamente autentiche e che vennero trasportate a Termoli e poi nascoste. Fortunatamente vennero risparmiate dalle incursioni delle galee veneziane che si scontravano spesso con le milizie di Federico II e che saccheggiavano le coste dell’Adriatico privilegiando le chiese e le cattedrali ricche di tesori. La cattedrale di Termoli nascose il suo segreto per oltre sette secoli difendendole anche dalle incursione dei saraceni che tutto depredavano.

Molte sono state le date della celebrazione del santo, tutti i calendari medioevali lo celebravano il 21 o 22 gennaio, altri come il Geronimiano il 27 settembre.
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